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Luigi Timoncini

BIOGRAFIA

Luigi TimonciniLuigi Timoncini è nato a Faenza nel 1928. Si trasferisce a Milano nel 1951 e conclude gli studi a Brera. Nel 1962 tiene la sua prima personale. Al lavoro di pittore affianca un intenso lavoro di incisore affidando al segno una inconfondibile forza espressiva e una scarna efficacia evocativa.
Ha tenuto oltre settanta mostre personali ed è presente in rassegne importanti. 
Partecipa attivamente alla vita culturale e artistica milanese, dal 1993 al 2003 è Direttore della Scuola Superiore d'Arte Applicata del Castello Sforzesco di Milano e nel 1999 ha ricevuto dal Comune di Faenza la medaglia d'oro del “faentino lontano".

CRITICA

Protagonista appartato del realismo esistenziale, cioè di una corrente espressiva che ha cercato nella realtà più una domanda che una risposta, Luigi Timoncini ha sempre vissuto la pittura come un compito etico, non come un esercizio estetico. Nelle sue opere si avverte che a muoverlo e a commuoverlo, più che la bellezza, sono gli affanni, i dolori, gli stridii della vita.
Il suo orizzonte di indagine è sempre stato la città, come abitazione dell’uomo. Anche quando rappresenta la natura cerca le rovine, le memorie, il presentimento della figura umana. 
La città, del resto, è anche il luogo dell’architettura. E per Timoncini la costruzione è qualcosa di più di un tema: è un atteggiamento, un modo di essere, una metafora dell’arte e della vita stessa. 
Per lui, comunque, la visione si compone di due parti: il visibile propriamente detto e l’invisibile. Pur essendo sempre stato un realista, non ha mai avuto della realtà un concetto angusto, circoscritto. Ha sempre percepito, intorno e dentro le cose, un ronzio di ultrasuoni, indecifrabile e coinvolgente. E’ un ronzio in cui si mescolano l’ansia e la vitalità, la cognizione del dolore e quella del mistero.
Questa visione vasta è stata il suo punto di forza, ma anche la ragione di una certa sua inappartenza alle strade espressive più frequentate e comuni.
La sua pittura è come è lui: asciutta e generosa.
Elena Pontiggia