cornici su misura, passepartout, soluzioni per appendere quadri. galleria d’arte

Mino Marra

BIOGRAFIA

Mino MarraMino Marra, pittore e incisore è nato a Galatina (Lecce) nel 1938. Ha conseguito il diploma presso l'Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo con il Maestro Trento Longaretti e il diploma di Maestro d'Arte presso l'Istituto Adolfo Venturi di Modena. Dal 1964 al 1975 ha tenuto "Il Corso serale di nudo" all'Accademia Carrara di Bergamo. Già insegnante dal 1959, nel 1974 gli viene assegnata la cattedra di discipline pittoriche presso il Liceo Artistico Statale di Bergamo. Nel 1990 interrompe l'attività didattica per dedicarsi esclusivamente alla pittura e all'incisione. Dal 1959 partecipa attivamente a rilevanti rassegne collettive nazionali e internazionali ottenendo riconoscimenti, premi e documentazioni critiche. Dal 1969 esordisce in mostre personali che continua con costante cadenza fino ad oggi. Vive e lavora a Bergamo.

CRITICA

Superate le ricerche materico-informali di tendenza, della seconda metà degli anni '50, negli anni '60 si accosta alle esperienze della nuova figurazione esistenziale evidenziando un linguaggio evolutivo verso mete al passo con i tempi. Col ciclo sulle Case della memoria nell’evocare un mondo interiore, compatta le forme, rinserra le masse, costringe il segno a fermare , chiudere, definire le strutture cromatiche, in un mondo a metà strada tra una figurazione ancora basata sull’iconografia, e la necessità di dar conto con la materia dei disagi esistenziali.
Il nuovo ciclo del pittore ( presentato nella mostra presso Atelier) e’ legato al paesaggio, ma non è un semplice ritorno: il nuovo spazio si definisce nei termini più compiuti di paesaggio emotivo, paesaggio umano, e si struttura attraverso il ritmo delle cromie, l’articolarsi e lo scandirsi delle masse, il rapido susseguirsi dei segni.
Quindi paesaggio inteso come luogo della mente, dimensione dell’animo. Luogo del riposo, rifugio della mente.
La componente evocativa è forte e parte sostanziale del processo creativo. L’artista è consapevole del disagio epocale e dello spazio ristretto concesso all’arte compressa dalla molteplicità delle immagini quotidiane propugnate dai media, e di come la tela o la carta abbiano un potere marginale .
Marra recupera la dimensione del paesaggio non più come luogo da descrivere o evocare, ma luogo dell’individuale riposo. Paesaggio come misura dell’essere e non della realtà.