Inaugurazione sabato 04/04/09 dalle 17:30Ingrsso libero. Orari tutti i giorni dal 9:00 alle 12:30 e 14:30 alle 19:30.Catalogo in galleriaDopo i rosa pastello e i blu misurati
dell’isola di Ischia (1965), dopo i vigorosi grigi perla dei paesaggi
francesi (1970), dopo gli azzurri incantati della laguna di Burano
(1985), dopo i verdi pastosi e i gialli assolati delle colline
piacentine (1999), dopo avere incarnato le astratte e colorite
stravaganze del fascino circense (2005), ecco l’incontro con l’ultima
produzione
artistica del pittore Mino Guarneri. E’ un’autentica e sorprendente
full immersion all’interno delle potenzialità creative che il suo colore sa esprimere in tutte le più estese e liriche tonalità e
che, tuttavia, egli interpreta con naturalezza, quasi con ironia.
Ci saziano quei toni costruiti con saggezza e senso del limite, sempre
originali e irripetibili, che spaziano e vivono imbrigliati e contenuti, come nomadi, fra linee e corposi tessuti geometrici che si modificano, che si sovrappongono, che giocano tra loro, che si adagiano sopra fondi ora sfumati ora più intensi, liberando energia e scandendo la vitalità dell’insieme.
Un colo-
rismo esperto, ricercato con caparbietà, quasi a diventare
ortodossia culto, ma che non cede mai all’esasperazione, al disagio o
alla forzatura. E’ solo armonia. Il racconto dell’artista si
sviluppa così, ricco di componenti emotive ed evocative, nella totale
metamorfosi dei volumi. Ci interroghiamo se la metà è stata raggiunta o
se è l’ennesima ripartenza verso una avventura pittorica alla quale
questo artista mutevolissimo ancora una volta saprà dare una vita. Una
ricerca mai doma e che, dopo quarant’anni, non finisce di stupirci.
Ad
multos annos, allora, e che lo accompagni nel suo fantastico viaggio
l’augurio degli antichi latini: quicquid calcàverit hic rosa flat.
Possa spuntare sempre un fiore ovunque poserà il suo pennello.
Luciano Aiolfi
L’occasione del nuovo lavoro pittorico dell’amico Mino Guarneri si
presta per una riflessione sulla creatività legata al gioco e alla
professione. Mino passa dall’arte figurativa a quella astratta così, come il bambino sulla spiaggia di Nietzche, dopo
la distruzione di un castello di sabbia, ne costruisce un altro
architettonicamente diverso. Questo bambino lega i grandi costruttori
ai grandi distruttori. Ma non è dalle rovine che nasce la ricerca? Se è vero che il nuovo castello è formalmente diverso dal precedente distrutto, è altrettanto vero che l’esperienza e l’amore che si ha per il primo non scompare: tutt’altro, il “vissuto” e l’amore accompagna la riedificazione del secondo. Non è questa la ricerca, che scrollandosi di dosso i pesi del passato, si proietta verso i nuovi mondi ?
Mino; bambini e vecchi sono simili nel gioco divino della creatività:
Tutto ritorna
ritorna differente.
Aldo Spoldivisita la mostra on line