
Giuseppe Frisella Vella
Genere: Informale
BIOGRAFIA
Nato a Palermo il 13/06/1949, l’approccio artistico è iniziato a Valenza Po (Alessandria) dove ha studiato per quattro anni varie tecniche:
· Incisione
· Sbalzo
· Grafica
· Varie sperimentazioni su metallo
Rientrato in Sicilia, dopo una esperienza presso l’Istituto Statale D’Arte di Palermo e qualche opportunità e collaborazione artistica interessante, ha cercato un filo conduttore che lo accompagnasse artisticamente e spiritualmente nei frenetici mutamenti del nostro tempo. Ha sempre considerato il suo impegno nell’arte come frutto di un’emozione, qualcosa di sacro e misterioso allo stesso tempo.
Certo, in un cammino lungo oltre un trentennio, c’è stata un’evoluzione, o meglio una sintesi nel raffigurare vari stati d’animo.
È passato per gradi:
· Dal figurativo (quasi accademico sia nel disegno che nella pittura e nella scultura) all’informale.
In una continua e sempre tenace ricerca, affascinato dai forti contrasti (Luce – Ombra, Nero – Bianco, Inverno – Estate, Gioia – Dolore, Vita – Morte) spesso si domanda cosa ci sia in mezzo, secondo lui è lì che bisogna scavare. I paesaggi interiori (o dell’anima) i ricordi dolorosi, quelli gioiosi o quelli sereni, non devono necessariamente coinvolgere chi guarda l’opera, e l’artista non è tenuto a spiegare le sensazioni che ha voluto rappresentare.
Senza mistero, senza profondità, l’Arte e il concetto stesso di Arte perderebbero gran parte del loro valore.
Riportando un pensiero di Emilio Vedova, tratto da una pubblicazione di una raccolta di opere di artisti contemporanei di qualche anno fa: "il tema non è che un pretesto… se tutto questo non viene espresso in una misura artistica, rimane una illustrazione”.
CRITICA
Ho ritrovato nel pittore Giuseppe Frisella Vella una dedizione al suo lavoro che non conosce ostacoli.
Mi aveva preannunziato circa due mesi fa, una sua venuta a Varsavia, so che considera la Polonia la sua seconda Patria, essendo sposato con una donna polacca da oltre 20 anni.
Conoscendo bene la sua “Frenesia Artistica” ho premurosamente preso appunti sulle mostre e orari di Musei e Gallerie d’arte.
Nel suo accostarsi alle opere di artisti come:
· Jacek Sempolinski
· Eugeniusz Get Stankiewicz
· Aleksander Kobzdej
· Tadeusz Kantor…
Lo vedevo come rapito.
La sua permanenza a Varsavia di circa dieci giorni, è stata una immersione totale, senza soste, in qualunque angolo anche nascosto dove fossero riconoscibili pulsioni artistiche.
Quando dopo due mesi ci siamo rivisti a Palermo, osservando i suoi ultimi lavori, ho capito la misura delle sue ampie possibilità espressive, che scaturiscono, amalgamando con equilibrio i forti contrasti delle anime di due realtà non solo artistiche, ma soprattutto umane e spirituali, di due Terre, la Sicilia e la Polonia, geograficamente lontane, ma con molti riferimenti comuni.
Il risultato è stato secondo me di spessore, il Pathos che l’artista riesce a trasmettere è nel contempo fortemente emotivo e spirituale ed è sicuramente questo “sogno poetico” il filo conduttore del suo percorso artistico.
Alicja Dorniak
È qualche anno che seguo con interesse l’evoluzione artistica di Giuseppe Frisella Vella e sono sempre più convinta che la linfa vitale della sua continua ricerca è nel suo vissuto, infatti, gli ultimi lavori rivelano uno spirito intimista e sottolineano una non scontata possibilità di riflessione sui modi di fare e di fruire dell’arte.
Tutte le sue opere ( dico tutte) anche quelle che al primo impatto possono sembrare “astratte” sono invece frutto di un profondo meditare e contemplare, è come se le composizioni fossero rischiarati da una luce misteriosa, frutto certamente di una verità interiore.
Nelle opere di Frisella Vella, non vi è nulla di casuale, ora il rosso acceso, per esempio, della “Collina Rossa” collina che austera e antica l’artista ammira dalla sua casa di campagna ( dove soggiorna fin da piccolo tutte le estati) e che si colora ora di rosso o di azzurro o di giallo a seconda dei mesi o delle ore della giornata, in quello scenario splendido che è la Terra di Sicilia, ora il giallo accecante di “Viaggio verso Agrigento” un giallo ocra più o meno acceso, colore tipico della campagna dei ditorni della Valle dei Templi, più volte raffigurata in modo libero non accademico utilizzando ora giornali stropicciati ricoperti di colori a smalto ed applicati su tavola, ora juta ritagliata e bucata in alcune parti, ora frammenti di sughero o legni assemblati fra loro e applicati su pannelli di legno, il tutto realizzato con una potenza espressiva notevole mettendo in risalto con decise pennellate di colore puro gli azzurri, i rossi, i gialli, i bianchi o i neri, ed utilizzando anche in dipinti di piccole dimensioni tecniche diverse nella stessa opera:
· Lo smalto
· L’olio
· L’acrilico
· La tempera
Oltre ai materiali più disparati:
· Sabbia
· Carta
· Pietruzze
· Juta
· Stoffa
· ecc..
E’ per tutto ciò che ho la convinzione che la sperimentazione di nuove tecniche e la realizzazione con diversi materiali, diventano per l’artista uno strumento per creare metafore visive di grande suggestione, in cui il processo di metamorfosi delle forme rispecchia quello naturale.
Marianna Wdowinska
PRINCIPALI MOSTRE
Ultime partecipazioni a Mostre Personali e Collettive
1. Santa Margherita ligure
· Castello cinquecentesco giugno 2006
2. Galleria d’Arte “il sorpasso”
· Busalla ( Genova) Giugno 2006
3. Pieve Ligure (Genova) Giugno 2006
4. Bologna
· Galleria d’Arte 18, giugno 2006
5. Francia
· Abbadye “ La colle sur Loupe” Luglio 2006
· Premio le Hameau – De L’art D’Or Hotel de Charm, S.T. Paul De Vence, Agosto 2006
6. Mapello, (Bergamo) Collettiva Aprile – Maggio 2007
7. Presezzo ( Bergamo ) Palazzo Furietti Carrara Collettiva Aprile – Maggio 2007
8. Parigi, Galleria in Montparnasse dicembre 2006 – gennaio 2007
9. Berlino, Galerie Pinna in Bersarin Platz dicembre 2006 – gennaio 2007
10. Roma, Galleria Pentart zona Trastevere gennaio 2007