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Nasce il 9/4/1977 a Praia a Mare (CS).
Si è diplomato nel 2000 all'Accademia di Belle Arti di Catanzaro
in pittura con il Maestro Luigi Magli.
Nel 2001 ha frequentato la scuola di fumetto "Scuola Italiana di
Comix" di Napoli.
L'artista davanti alla tela bianca cerca
di evitare le immagini-cliché che lo circondano per catturare una
"sensazione" e creare un'immagine estetica.
Andrea Grosso Ciponte riempie la tela con personaggi che appartengono
al repertorio o all'immaginario visuale quotidiano, una sorta di reportage
fotografico o filmico sulla realtà.
L'oggetto esclusivo della sua pittura sembra essere il tema della visione
stessa e del rapporto con l'immagine e indirettamente i diversi stili
o modelli del vedere che alimentano la percezione presente.
Con i suoi personaggi, fissati in attimi d'intensa rappresentazione del
vivere, riesce a comunicarci sensazioni e sentimenti, che superando il
momento presente dello scatto fotografico, varcano la soglia del tempo
tangibile e organizzato e distorcono il pensiero trascendente delle immagini
facendo emergere dal disordine creativo la visione pura.
In realtà la pittura di Grosso Ciponte ha poco a che vedere con
una figurazione realista o iperrealista, ma anche con il concetto stesso
di figurazione classica e con i suoi connotati di narrazione e rappresentazione.
L'oggetto esclusivo della sua pittura sembra piuttosto essere il tema
della visione stessa e del rapporto con l'immagine e indirettamente i
diversi stili o modelli del vedere che alimentano la percezione presente.
L'effetto zoom, dalla natura ambigua dell'immagine e dal potenziale di
astrazione che essa contiene: quest'ambiguità costituisce proprio
la soglia che separa il tempo cronologico, che è pittoricamente
il tempo narrativo e figurativo, dal puro essere del tempo. Così
l'immagine si emancipa dalla raffigurazione e, spesso divenendo oggetto
parziale, si astrae dal disegno distaccandosi dallo sfondo. Le sfumature,
i colori molto slavati e striati, le pennellate leggere e decise, i contorni
netti delle figure che si staccano dal contesto miscelato dei fondi, consentono
al pittore di raggiungere una percezione di movimento e narrazione. Tutti
i suoi personaggi sembra abbiano una storia da raccontare e che noi dobbiamo
ascoltare.
I suoi personaggi sono ritratti più o meno consci strappati al
cinema e alla musica, ma anche alla vita reale; uomini e donne che seguono
a testa alta la parabola discendente del proprio destino, che potrà
vederli perdenti, ma mai realmente vinti, con una carica sensuale ed erotica
presente non solo nelle donne di Grosso Ciponte, ingenuamente seducenti,
ma anche negli uomini ritratti in atteggiamenti a volte violenti.
Ab. h. 50